EMP 2025/11 - Aggiornamenti e controversie sulla gestione della prima fase della sepsi e dello shock settico

11,90 €
Questo numero di Emergency Medicine Practice ripercorre gli ultimi aggiornamenti sulla sepsi sotto gli aspetti della terminologia, dei criteri, dei fattori prognostici e degli standard qualitativi. Esporremo anche le raccomandazioni per il riconoscimento e il trattamento della sepsi e dello shock settico nel DEA.
 
Formato

Riferimento: EMP2025_1125
ISBN / ISSN: 1592-3533
Autori: Beulah Augustin, MD Assistant Clinical Professor, Department of Emergency Medicine, University of Florida Gainesville, Gainesville, FL, Charles W. Hwang, MD, FACEP, FAEMS Associate Professor of Emergency Medicine and EMS, Department of Emergency Medicine, University of Florida Gainesville, Gainesville, FL, Elisabeth H. W. Hwang, MD Assistant Professor of Military and Emergency Medicine, Uniformed Services University of the Health Sciences, Bethesda, MD, Faheem W. Guirgis, MD, FACEP Professor and Vice Chair of Research, Department of Emergency Medicine, University of Florida Gainesville, Gainesville, FL, Lauren P. Black, MD, MPH Assistant Professor, Department of Emergency Medicine, Northwestern University Feinberg School of Medicine, Chicago, IL
Curatori: Revisore scientifico della versione italiana: Bruno Tartaglino
Tipologia di Prodotto: Rivista
Anno di pubblicazione: 2025
Formato: pdf
Pagine: 28 cartaceo 30 online
Descrizione dettagliata

Obiettivi formativi

• Quali modifiche sono intervenute nelle recenti linee guida sull’indagine della sepsi e dello shock settico?

• Quali sono le raccomandazioni più aggiornate sul trattamento della sepsi?

Dopo la lettura del presente articolo, sarete in grado di:

1. Esporre i criteri e i sistemi di classificazione per il riconoscimento precoce della sepsi nei pazienti che manifestano segni e sintomi di infezione.

2. Giustificare le specifiche raccomandazioni per la gestione tempestiva di sepsi e shock settico.

3. Descrivere e valutare la base scientifica su cui basare le decisioni gestionali.

Abstract

La sepsi è una patologia frequente e pericolosa per la vita che richiede l’individuazione immediata e la gestione tempestiva. Per il medico d’urgenza sono fondamentali la diagnosi e il trattamento di sepsi e shock settico. La gestione migliore della sepsi prevede l’individuazione precoce dei primi segni di sepsi e shock settico, l’ottimizzazione dell’emodinamica, la conoscenza degli indicatori clinici e di laboratorio indicativi di disfunzione (impercettibile o palese) di organi o apparati, nonché l’individuazione e il trattamento della fonte infettiva. La nostra revisione strutturata riepiloga e valuta la letteratura più aggiornata sulla gestione della sepsi, con attenzione mirata alle evidenze scientifiche, alle linee guida e ai protocolli.

Presentazione dei casi

Caso 1

Una donna di 40 anni senza malattie precedenti accede al PS dopo 3 giorni di febbre, brividi, disuria e dolore al fianco…

• I parametri vitali al triage risultano: temperatura 38,5° C, FC 120 battiti/min, pressione 135/82 mmHg, FR 18 atti/min e saturazione d’ossigeno 95% in aria ambiente.

• Parla con frasi complete, segno di stato mentale normale e assenza di difficoltà respiratoria. L’auscultazione polmonare rileva murmure vescicolare fisiologico. L’addome è molle e minimamente dolorabile in regione sovrapubica, ma senza rimbalzo o difesa, con dolorabilità all’angolo costovertebrale destro. La paziente presenta un rapido refill capillare, e non ha avuto ospedalizzazioni recenti.

• Ti appare clinicamente in buone condizioni, ma ti chiedi quanto sia da sospettare una sepsi…

Caso 2

Un uomo di 30 anni che lavora con vernici industriali lamenta dolore all’indice e alla mano sinistra dopo un incidente con la pistola a spruzzo per vernice…

• I parametri vitali iniziali sono: temperatura 38,5° C, FC 112 battiti/min, pressione 102/68 mmHg, FR 22 atti/min e saturazione d’ossigeno 95% in aria ambiente.

• È vigile, ma pensa di essere nel 1997 con l’attualità di allora. L’esame fisico rivela dei rantoli alla base del polmone sinistro, nessun sibilo o difficoltà respiratorie, tachicardia, addome non patologico, le ferite chirurgiche recenti appaiono ben cicatrizzate.

• Gli esiti di laboratorio evidenziano una conta leucocitaria di 14 x 103/mm3 con il 5% di forme giovani, conta piastrinica 130 x 103/mm3, creatinina a 1,5 mg/dl (quella di base era di 0,85 mg/dl) e lattato sierico di 2,5 mmol/l.

• La Rx torace conferma l’infiltrato al lobo inferiore sinistro. Dopo la somministrazione di ibuprofene e paracetamolo il paziente si sente molto meglio e chiede di essere dimesso. Non è più in stato confusionale; è orientato verso persone, luogo, tempo e situazione. L’infermiera chiede se possa togliere l’accesso venoso per preparare il paziente alla dimissione, ma qualcosa non ti lascia tranquillo…

Caso 3

Un uomo di 35 anni con anamnesi di diabete mellito mal controllato e uso di droghe per EV arriva al PS per dolore e tumefazione all’ascella destra…

• Gli infermieri riferiscono che accede di sovente per il diabete mal curato. Continua a lamentare un dolore di “20/10” nonostante i 150 mcg di fentanil somministrati prima dell’arrivo in ospedale. Ancora in fase preospedaliera i parametri vitali rilevati erano: temperatura 39,4° C, FC 135 battiti/min, pressione 82/52 mmHg, FR 30 atti/min e saturazione d’ossigeno 88% in aria ambiente. La glicemia iniziale era di 342 mg/dl.

• Il paziente è vigile e orientato ma urla dal dolore quando viene trasferito dalla barella dell’ambulanza. L’esame fisico rileva tachicardia, refill capillare di 4 sec., tachipnea, normale murmure vescicolare, oltre ad eritema, edema e crepitio sovrastante l’ascella e la parete toracica destra.

• Dopo i 2 litri di soluzione cristalloide somministrata in ambulanza, la nuova misurazione pressoria è di 70/45 mmHg. Stai pensando al migliore/i antibiotico/i ma non sei sicuro di dover avviare subito i vasopressori, oppure di tentare con un altro bolo di liquidi, o di fare entrambe le cose insieme…

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