EMP 2025/08 - La gestione nel DEA dei pazienti con complicanze delle malattie neurologiche croniche: morbo di Parkinson, miastenia gravis e sclerosi multipla

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La nostra revisione offre un riepilogo delle presentazioni, degli errori comuni e dei ruoli delle varie terapie nel trattamento dei pazienti affetti da malattie neurologiche croniche.
 
Formato

Riferimento: EMP2025_0825
ISBN / ISSN: 1592-3533
Autori: Caroline W. Burmon, MD - Attending Physician, Maimonides Medical Center, Brooklyn, NY, Jeremy Rose, MD, MPH, FRCPC, FACEP - Medical Director, Emergency Medicine; NYP Columbia University Irving Medical Center; Associate Professor of Emergency Medicine, Columbia University Vagelos College of Physicians and Surgeons, New York, NY, John Rozehnal, MD - Assistant Professor, Department of Emergency Medicine, Icahn School of Medicine at Mount Sinai, New York, NY
Curatori: Revisore scientifico della versione italiana: Bruno Tartaglino
Tipologia di Prodotto: Rivista
Anno di pubblicazione: 2025
Formato: pdf
Pagine: 28 cartaceo 31 digitale
Descrizione dettagliata

Obiettivi formativi

• Cosa è più importante tenere presente nel trattare un malato di Parkinson arrivato al PS?

• Per un paziente affetto da miastenia gravis quali sono i segni d’allarme che indicano una difficoltà respiratoria?

• Come possono differire i vari tipi di sclerosi multipla gestiti nel DEA?

Dopo la lettura del presente articolo, sarete in grado di:

1. Esporre la farmacocinetica della levodopa/carbidopa nel trattamento del morbo di Parkinson, sapendo raffrontarne le vie di somministrazione.

2. Elencare i possibili fattori scatenanti delle esacerbazioni della miastenia gravis ed il trattamento della difficoltà respiratoria.

3. Definire i diversi stadi della sclerosi multipla e descrivere come si differenzia la gestione in emergenza di ciascuno.

Abstract

Il nostro articolo riesamina tre condizioni neurologiche che possono provocare o complicare la presentazione di un paziente che accede al PS: malattia di Parkinson, miastenia gravis e sclerosi multipla. Il morbo di Parkinson è una comorbilità diffusa e può esacerbarsi nel DEA se non viene gestito tempestivamente. La miastenia gravis comporta la possibilità di notevole compromissione respiratoria e necessita di riconoscimento e trattamento rapidissimi. La sclerosi multipla ha molti stadi, manifestazioni e trattamenti che i medici d’urgenza devono comprendere per meglio gestirne le riacutizzazioni. La nostra revisione offre un riepilogo delle presentazioni, degli errori comuni e dei ruoli delle varie terapie nel trattamento dei pazienti affetti da malattie neurologiche croniche.

Presentazione dei casi

Caso 1

Un uomo di 68 anni affetto dal morbo di Parkinson arriva in ambulanza per un dolore toracico…

• I soccorritori gli hanno somministrato l’aspirina, ma lui ha detto che aveva saltato l’assunzione quotidiana mattutina dei suoi farmaci.

• La sua malattia cronica è in terapia con carbidopa/levodopa 25 mg/100 mg p.o. 3 volte al giorno. I parametri vitali iniziali risultano: temperatura 37° C, FC 88 battiti/min, pressione 130/80 mmHg, ossimetria 98% in aria ambiente.

• Avete eseguito due ECG, entrambi con esito normale: ritmo sinusale, senza segni di ischemia.

• Il paziente ha atteso nel DEA per 8 ore l’esito del secondo test della troponina. Ha tentato di alzarsi, aiutandosi col bastone, ma è caduto e ha subìto un ematoma subdurale. Il responsabile del Risk management ti chiama e indaga se questo evento avverso fosse prevenibile…

Caso 2

Un uomo di 41 anni, che da 10 mesi è affetto dalla miastenia gravis, arriva al DEA lamentando una dispnea crescente sotto sforzo…

• Il paziente ha un buon aspetto. Ha: temperatura 37° C, FC 68 battiti/min, pressione 128/80 mmHg e saturazione di ossigeno al 96% in aria ambiente.

• Riferisce di aver iniziato recentemente la terapia con metoprololo orale prescritta dal medico di medicina generale contro la sua ipertensione cronica. L’esame primario nel DEA non è rilevante: la Rx torace è normale, le troponine risultano negative, il livello dell’azotemia è normale e l’ECG presenta un ritmo sinusale normale. Lo score HEART è di basso rischio e lo score PER è 0.

• Ti domandi se si possa dimettere il paziente inviandolo al controllo col medico di base o se sia il caso di ricoverarlo per altre indagini…

Caso 3

Una donna di 31 anni viene inviata al PS dalla clinica oftalmica per sospetta neurite ottica…

• Lamentando una visione offuscata e dolorosa all’occhio sinistro, le è stato riscontrato il papilledema con saturazione rossa, pertanto è stata inviata al DEA per TC e RM urgenti.

• L’anamnesi rivela una storia di emicrania e iperlipidemia. La paziente riferisce un episodio di intorpidimento e lieve astenia di un braccio diversi anni prima, ma si era risolto da sé in una settimana senza cure mediche.

• L’esame fisico risulta normale salvo un visus di 2/10 all’occhio sinistro. Non ha febbre né meningismo, ma la flessione del collo sollecita una sensazione lancinante di “scossa elettrica” che scorre lungo il dorso.

• L’ECG e gli esami di laboratorio generali sono rassicuranti; la TC iniziale senza mdc non rivela masse o idrocefalo. L’ecografia evidenza il diametro di 6 mm della guaina del nervo ottico a sinistra e di 4 mm a destra.

• Nel tuo ospedale non è disponibile la RM prima dell’indomani mattina e la paziente ha rifiutato la puntura lombare. Non vuole restare perché ha un impegno di lavoro che non può saltare, ma intende andare a una visita di controllo ambulatoriale. Tu ti domandi cosa devi fare adesso…

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