EMP 2025/04 - Contaminazione e ingestione di sostanze alcaline: approccio EBM alla diagnosi e al trattamento

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 Questo numero di Emergency Medicine Practice offre una revisione estensiva delle pratiche migliori di diagnosi e trattamento in DEA delle lesioni da prodotti alcalini caustici.
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Riferimento: EMP2025_0425
ISBN / ISSN: 1592-3533
Autori: Alicia Hereford, MD Heersink School of Medicine, University of Alabama at Birmingham, Birmingham, AL, Jessica Behrndt, MD Heersink School of Medicine, University of Alabama at Birmingham, Birmingham, AL, Sukhshant Atti, MD, FACEP, FAAEM Assistant Professor, Department of Emergency Medicine, Heersink School of Medicine, University of Alabama at Birmingham, Birmingham, AL
Curatori: Revisore scientifico della versione italiana: Bruno Tartaglino
Tipologia di Prodotto: Rivista
Anno di pubblicazione: 2025
Formato: pdf
Pagine: 32
Descrizione dettagliata

Obiettivi formativi

• Con quali criteri scegliere gli esami di laboratorio e l’imaging per i pazienti che lamentano dolore addominale?

• Quando sono opportuni gli antibiotici per i pazienti affetti da diverticolite?

• Quali sono le evidenze più aggiornate sulla modalità di trattare l’appendicite acuta con i soli antibiotici?

• Quando devono essere ricoverati i pazienti che lamentano dolore addominale?

Dopo la lettura del presente articolo, sarete in grado di:

1. Descrivere la fisiopatologia dell’appendicite acuta e della diverticolite acuta.

2. Elencare i vantaggi e gli svantaggi relativi dei vari tipi di imaging per l’appendicite e per la diverticolite.

3. Descrivere i trattamenti raccomandati disponibili per l’appendicite e la diverticolite.

4. Giustificare le disposizioni successive per i pazienti affetti da appendicite e diverticolite.

Abstract

Il contatto con sostanze caustiche alcaline può verificarsi nell’ambiente di lavoro con prodotti chimici industriali, oppure a casa con i comuni prodotti per le pulizie. Tali contaminazioni, sia accidentali che intenzionali, possono causare morte o danni acuti, come la compromissione delle vie aeree e la perforazione esofagea o gastrica, nonché complicanze a lungo termine come la formazione di stenosi. Saranno fondamentali la diagnosi rapida e la classificazione per gradi di queste lesioni per orientare le scelte terapeutiche e ridurre la morbilità e la mortalità di questi pazienti. Il nostro articolo ripercorre le evidenze sulla gestione nel DEA delle lesioni da contatto con sostanze caustiche alcaline, con particolare attenzione alla decontaminazione, alla rianimazione e alle disposizioni opportune.

Presentazione dei casi

Caso 1

I genitori di un bambino di 3 anni lo portano al PS dopo che ha ingerito uno sgorgante per scarichi idraulici…

• Ti riferiscono che avevano versato lo sgorgante in una vecchia bottiglia di plastica col tappo a vite, e che il bambino l’ha scambiata per una bibita.

• Appena l’ha ingoiata, ancora a casa, il piccolo ha vomitato una volta e ha iniziato a piangere. I genitori raccontano che gli hanno lavato la faccia con acqua fredda e gli hanno dato da bere dell’acqua prima di portarlo al PS.

• I parametri vitali risultano: temperatura 37,2°C, FC 100 bpm, pressione 96/67 mm Hg, FR 20 atti/min.

• Al momento il bambino è asintomatico, e tu ti chiedi: visto che sembra star bene, la cosa migliore è tenerlo in osservazione? E se così, per quanto?

Caso 2

Una ragazzina di 14 anni arriva vomitando e con dolore addominale, dopo aver ingerito delle capsule per lavatrice…

• Lei stessa ti riferisce che stava partecipando con altri ragazzi a una sfida sui social e che ha ingoiato diverse capsule. È sveglia, vigile e orientata, ma non tollera di ingerire nulla, vomita e lamenta dolore addominale. Dice anche che l’occhio sinistro le brucia e lacrima…

• I parametri vitali risultano: temperatura 37°C, FC 115 bpm, pressione 110/70 mm Hg, FR 16 atti/min. Poco dopo si manifesta una depressione del sistema nervoso centrale.

• Ti domandi se possa aver ingerito anche qualcos’altro, o se il suo stato sia dovuto soltanto alle capsule di detersivo…

Caso 3

Un uomo di 45 anni viene portato dall’ambulanza, in crisi respiratoria…

• I sanitari che l’hanno trasportato ti riferiscono che il paziente ha dichiarato di aver ingerito volontariamente “parecchio sgrassatore”, di cui hanno portato il flacone. Sull’etichetta è scritto che contiene idrossido di sodio (soda caustica) in concentrazione industriale.

• I parametri vitali sono: temperatura 38°C, FC 120 bpm con tachicardia sinusale, pressione 100/67 mm Hg, FR 26 atti/min, saturazione d’ossigeno 96% in aria ambiente.

• Ti chiedi se sia il caso di somministrargli dei corticosteroidi e di intubarlo in via preventiva…

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