Nesso di causalità in sede civile
- 24 Lug, 2025
- News , Giurisprudenza Sanitaria , Pediatria
La Corte di Cassazione, terza sezione civile, con la recente sentenza n. 14594/2025, depositata il giorno 30.05.25, nel respingere il ricorso dei genitori di una piccola paziente avverso la sentenza d’appello che ha ritenuto infondata la loro domanda di risarcimento danni subiti per il decesso della figlia, ha affermato che il giudice d’appello ha giustamente sostenuto che, ai fini dell’accertamento del nesso eziologico tra l’evento e la condotta incriminata, è necessario individuare tutti gli elementi sotto ogni profilo fattuale e scientifico che si siano inserti nella catena causale sfociata nell’evento mortale durante tutto il decorso della malattia; che, pertanto, correttamente il predetto giudice ha disatteso le conclusioni del C.T.U. che aveva ritenuto provato il nesso di causalità nonostante la carenza di documentazione che consentisse di effettuare una valutazione in ordine alla pregressa condizione clinica della neonata al momento del tentato accesso alla struttura ospedaliera.
Sottolinea la Suprema Corte che il giudice di appello, in sostanza, non ha contestato il criterio accertativo del nesso di causalità in base al principio del “più probabile che non”, bensì la carenza di un prius ai fini dell’accertamento di tale nesso, vale a dire di elementi idonei a rappresentare la condizione in cui versava ex ante la neonata, elementi necessari per condurre il giudizio controfattuale strumentale a monte per accertare la presenza di un nesso di condizionamento, sul piano materiale, tra le condotte dei sanitari e il danno verificatosi.
a cura di Sergio Fucci - Giurista e bioeticista, già consigliere presso la Corte d’Appello di Milano