Amministratore di sostegno e relativi poteri
- 27 Feb, 2025
- News , Giurisprudenza Sanitaria , Organizzazione sanitaria
Il competente Giudice Tutelare (G.T.), con un recente motivato decreto (di 8 pagine), depositato il 27.12.24, non ha accolto la richiesta presentata da un Amministratore di Sostegno (AdS) di essere autorizzato a rifiutare per conto della persona assistita l’intervento di tracheostomia ventilato come possibile a breve termine dai sanitari della struttura dove l’interessato si trova ricoverato e sottoposto a intubazione orotracheale e alla ventilazione meccanica per far fronte a una insufficienza respiratoria acuta.
Il personale sanitario, nell’evidenziare questa “possibilità”, aveva sottolineato la presenza di un quadro clinico incerto, anche in considerazione dei falliti ripetuti tentativi di “deconnessione della ventilazione meccanica ed estubazione”.
Ha osservato il G.T. che nella fattispecie non si è di fronte a una ipotesi di conflitto tra AdS e medici in quanto dall’istruttoria espletata il predetto conflitto non si è palesato e, quindi, non ha applicato l’art. 3, comma 5, della legge 219/2017; che in assenza di disposizioni anticipate di trattamento utilizzabili nella fattispecie, l’estensione della rappresentanza esclusiva dell’AdS anche al rifiuto di un trattamento sanitario vitale presuppone l’accertamento sia dell’incapacità di autodeterminarsi da parte del malato, sia della presunta volontà al riguardo della persona interessata; che l’accertamento specifico dell’incapacità di autodeterminarsi deve essere valutato anche in relazione alla sua prevedibile durata; che nella fattispecie, alla luce delle relazioni mediche acquisiste e dell’esame diretto del soggetto, nell’attualità non emerge con chiarezza ed inequivocità medico-scientifica l’irreversibilità della condizione di non autodeterminazione della persona in merito ai trattamenti sanitari; che, quindi, appare necessario una rivalutazione di questo presupposto all’esito dell’intervento di tracheostomia; che, ancora, non è emersa in modo inequivocabile la consapevole volontà del malato di rifiutare il suddetto intervento; che pertanto l’istanza dell’AdS allo stato degli atti non può essere accolta.
a cura di Sergio Fucci - Giurista e bioeticista, già consigliere presso la Corte d’Appello di Milano