EMP 2026/3 - Diagnosi e gestione delle emergenze legate alla cannabis
Obiettivi formativi
• Quali sono i segni e sintomi clinici dell’intossicazione acuta da cannabinoidi?
• Come si distingue la sindrome da iperemesi da cannabinoidi da altre sindromi caratterizzate da vomito?
• Quali sono le possibilità di trattamento più efficaci per la sindrome da iperemesi da cannabinoidi?
Dopo la lettura del presente articolo, sarete in grado di:
1. Descrivere le manifestazioni comuni dell’intossicazione acuta da cannabinoidi naturali e sintetici.
2. Elencare i riscontri sintomatici e dell’esame fisico nella sindrome da iperemesi da cannabinoidi.
3. Esporre le pratiche attuali di trattamento di tale sindrome.
Abstract
Nonostante le attuali controversie legali e mediche che riguardano i cannabinoidi, è un fatto che i DEA stiano registrando un numero crescente di pazienti che presentano sintomi associati all’assunzione di tali droghe. Il nostro articolo delinea la fisiopatologia dei cannabinoidi, i possibil riscontri clinici legati al loro uso, insieme alle evidenze aggiornate sulla gestione di miglior pratica dei pazienti che manifestano i segni dell’intossicazione acuta e del consumo cronico. Affronteremo le differenze tra i cannabinoidi naturali e quelli sintetici, insieme alle evidenze riguardanti la diagnosi e la gestione dei pazienti che hanno vomito intrattabile nella sindrome da iperemesi da cannabinoidi.
Presenteremo anche i trattamenti emergenti per la sindrome da iperemesi da queste droghe, nonché un aggiornamento sugli aspetti legali (relative agli USA – n.d.t.) riguardo l’uso farmacologico delle sostanze cannabinoidi.
Presentazione dei casi
Caso 1
Alcuni passanti trovano una ragazza di 25 anni alla fermata del bus e pensano che abbia avuto una sincope…
• È stata vista inciampare e cadere mentre tentava di salire sull’autobus, ma all’arrivo al PS dice “sto bene, è tutto a posto, ho solo fumato un po’ d’erba e mi gira la testa”.
• Quando la esamini è seduta comodamente sulla barella ma si addormenta mentre le poni le domande. Riferisce un precedente medico di ansia. Ha i seguenti parametri vitali: temperatura 37,2° C, FC 107 bpm, pressione 135/77 mm Hg, FR 16 atti/min da seduta, saturazione di ossigeno 98% in aria ambiente. All’esame osservi un’iniezione congiuntivale, mucose orali secche e tachicardia, mentre il resto dell’esame è insignificante, compreso quello neurologico.
• Al termine della visita la paziente ringrazia e chiede di lasciare il DEA per andare al lavoro. Tu valuti se la si debba esaminare sotto l’aspetto di una sincope e non sia meglio tenerla in osservazione. Poiché sospetti l’intossicazione da cannabis forse dovresti consigliarle di non andare a lavorare…
Caso 2
L’ambulanza arriva con un ragazzo di 17 anni normalmente sano che ora si presenta con tachicardia e comportamenti violenti…
• La madre ha chiamato i soccorsi perché l’ha trovato “strano” quando è rientrata dal lavoro.
• Il paziente sembra molto agitato e non riesce a restare seduto sulla barella durante l’esame. Riferisce dolore toracico e palpitazioni e ha questi parametri vitali: temperatura 38° C, FC 146 bpm, pressione 169/99 mm Hg, FR 21 atti/min, saturazione di ossigeno 100% in aria ambiente. Il glucostick dà esito di 65 mg/dl.
• Sospetti che abbia ingerito sostanze tossiche e ti chiedi quali esami e/o interventi diagnostici siano indicati…
Caso 3
Un uomo di 52 anni si contorce dal dolore e vomita ripetutamente. Dal triage lo portano in sedia a rotelle…
• Trovi dalla sua cartella accessi frequenti al PS negli ultimi 2 anni a causa di dolore addominale e vomito intrattabile. I parametri vitali sono irrilevanti.
• Il paziente riferisce che da 2 mesi i sintomi sono diventati così severi che ha chiesto spesso l’aiuto del Pronto Soccorso per avere sollievo e che ha perso circa 5 kg nell’ultimo mese. Dice che in questo arco di tempo ha effettuato diversi prelievi di sangue nel DEA e dal proprio medico, ecografie complete dell’addome, 2 TC di addome/pelvi e un’esofagogastroduodenoscopia che ha rivelato una gastrite cronica senza evidenza di malattia da ulcera peptica o di Helicobacter pylori. Sostiene che i sintomi solitamente sono difficilmente controllabili e che viene spesso ricoverato e poi dimesso con diagnosi di gastrite, ma poi deve ripresentarsi il mese dopo.
• Tu stili mentalmente l’elenco delle diagnosi differenziali del vomito intrattabile e fai al paziente una domanda chiave che porta alla diagnosi…
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