LE EMORRAGIE NEI PAZIENTI IN TRATTAMENTO CON ANTICOAGULANTI

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FATTORI DI RISCHIO, MISURE PREVENTIVE, TRATTAMENTO
صيغة

المرجع: MC2020_0120_04
الرقم الدولي المعياري: 978-88-7110-459-1/4
المؤلفون: Bruno Tartaglino
نوع المنتج: إعادة النظر
سنة النشر: 2020
شكل: on line
الصفحات: 29
الوصف
Negli anni è notevolmente aumentato il numero di persone trattate con farmaci che agiscono sulla coagulazione (antiaggreganti
piastrinici e anticoagulanti); questi farmaci hanno certamente migliorato la prognosi per molti pazienti esponendoli però a un maggior rischio emorragico. Dai dati dell’Osservatorio Nazionale sull’Impego dei Medicinali (OsMED) dell’AIFA, nel 2018 sono state assunte in Italia ogni giorno 9,4 dosi/1000 abitanti di anticoagulanti orali diretti (DOAC o NAO), 8,9 di eparine a baso peso molecolare (EBPM), 4,6 di antagonisti della vitamina K (AVK), 0,5 di fondaparinux e 0,4 di eparina non frazionata; per gli antiaggreganti piastrinici le dosi giornaliere sono state 8,7 ogni 1000 abitanti. Globalmente oltre 700.000 persone hanno assunto DOAC; l’età mediana dei pazienti trattati era di 78 anni (range 18-106 anni) e le loro comorbidità molto frequenti: ipertensione arteriosa 86,48%, scompenso cardiaco o insufficienza ventricolare 28,85%, malattie vascolari 27,1%, diabete mellito 19,86%,
pregresso ictus 18,29%, pregresso sanguinamento 11,5%. A livello nazionale, nel 2017 i DOAC sono costati 378,4 milioni di
euro (1,7% della spesa del SSN), mentre gli antagonisti della vitamina K 12,7 milioni di euro (0,1%).
Poiché non vi è alcun farmaco anticoagulante in grado di ridurre il rischio tromboembolico senza aumentare in qualche misura quello emorragico, la decisione di intraprendere una terapia anticoagulante deve nascere da una attenta valutazione
dei benefici nel prevenire eventi tromboembolici e le complicanze che ne derivano rispetto ai rischi emorragici e alle potenziali
conseguenze di un sanguinamento.
Come è ovvio, tale valutazione deve riguardare il singolo paziente in un preciso momento della sua storia clinica, e può cambiare nel tempo. 
In questo articolo tratterò del rischio emorragico con i principali anticoagulanti orali e parenterali, delle strategie che si possono attuare per ridurre tali eventi e delle misure da adottare in caso di sanguinamento. 
 
I FARMACI ANTICOAGULANTI
Antagonisti della vitamina K (AVK)
Anticoagulanti orali ad azione diretta
(DOAC)
Eparina non frazionata
Fondaparinux 
PATOGENESI DELLE EMORRAGIE DA ANTICOAGULANTI
Fattori di rischio per emorragia in qualunque sito
Fattori di rischio per emorragia in sedi specifiche
VALUTAZIONE DEL RISCHIO EMORRAGICO
Fattori di rischio emorragico specifici per AVK
Fattori di rischio emorragico specifici per DOAC
Fattori di rischio emorragico specifici per eparina non frazionata
Fattori di rischio emorragico specifici per EBPM
Fattori di rischio emorragico specifici per fondaparinux
STRATEGIE DI PREVENZIONE DEL RISCHIO EMORRAGICO
PRIME VALUTAZIONI IN CASO DI EMORRAGIA DA ANTICOAGULANTI
Gravità dell’emorragia
 Valutazione del paziente
 Valutazione della terapia in atto
 Valutazione dello stato coagulativo
AVK
DOAC
Eparina non frazionata
EBPM
Fondaparinux
MISURE GENERALI PER LE EMORRAGIE MAGGIORI
MISURE SPECIFICHE PER I VARI ANTICOAGULANTI
Warfarin
DOAC
Eparina non frazionata 
Eparine a basso peso molecolare
Fondaparinux 
RIPRESA DELLA TERAPIA ANTICOAGULANTE
UNO SGUARDO AL FUTURO
 
 
 
 
 
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