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- Riviste / Emergency Medicine Practice -

Emergency Medicine Practice 2017/08

Emergency Medicine Practice 2017/08  

An evidence-based approach to emergency medicine
 
Responsabile scientifico ed. italinana: Bruno Tartaglino 
 
Autori: Emily Singer Fisher, Boyd Burns
 
Obiettivi formativi:
Dopo aver letto questo articolo, dovreste essere in grado di:
1. Diagnosticare le esacerbazioni acute dello scompenso cardiaco utilizzando un esame fisico mirato e gli idonei test correlati.
2. Identificare le cause alternative di dispnea e discutere come distinguerle dallo scompenso cardiaco.
3. Individuare l’appropriata gestione d’urgenza dell’insufficienza cardiaca e trattare coloro che sono a rischio di rapido aggravamento.


ISBN/ISSN digitale: 1592-3533
Categoria: Riviste / Emergency Medicine Practice
Autore: AAVV
Anno di pubblicazione: 2017
Pagine: 34
Formato: pdf


digitale - codice: EMP2017_0817 - 9,90 €    


Descrizione:
Scompenso cardiaco acuto: le nuove strategie per il miglioramento della prognosi
Lo scompenso cardiaco acuto è una delle comuni cause di accesso al DEA e comporta significativa morbilità e mortalità. Lo scompenso cardiaco è negli USA la causa di oltre 1 milione di ospedalizzazioni ogni anno, con un’incidenza in costante crescita man mano che la popolazione diventa più longeva. Il numero di questo mese analizza la letteratura recente sull’adeguata gestione dei pazienti che si presentano in DEA con uno scompenso cardiaco acuto, ponendo attenzione particolare alle nuove e più recenti scelte terapeutiche. Vengono affrontati la gestione in emergenza e gli interventi adeguati, insieme ai punti fondamentali del processo decisionale della rianimazione sia dei pazienti ipotesi che di quelli ipertesi.
 
Introduzione 
L’incidenza della mortalità ospedaliera tra i pazienti ricoverati per scompenso cardiaco è del 6,4%. Sebbene siano disponibili molte opzioni terapeutiche, alcune di esse offrono approcci innovativi per migliorare la prognosi, mentre altre aumentano i costi senza apportarvi beneficio.
Negli Stati Uniti, lo scompenso cardiaco acuto è la prima causa di ricovero dei pazienti con più di 65 anni e comporta oltre 1 milione di ricoveri con una spesa annua di 30,7 miliardi di $ (26,3 miliardi di €). Nei soggetti tra i 65 e i 69 anni, la prevalenza dell’insufficienza cardiaca è circa del 20% e sale oltre l’80‰ nella fascia di età oltre 85 anni. La prevalenza dello scompenso cardiaco varia tra i sessi e le etnie, è maggiore tra gli uomini rispetto alle donne e tra la popolazione nera rispetto a quella bianca. Con il prolungamento della vita negli USA, ci si attende che l’insufficienza cardiaca diventi una causa di accesso al DEA ancora più comune. Le proiezioni per gli Stati Uniti stimano un aumento della sua prevalenza del 46% dal 2012 al 2030, con una previsione di 8 milioni di casi tra gli adulti nel 2030.
Non tutti gli scompensi cardiaci sono uguali. I casi con la frazione di eiezione (FE) preservata e quelli con FE ridotta rappresentano fisiopatologie distinte che richiedono approcci terapeutici differenti. I due gruppi (con FE preservata ed FE ridotta) sono essenzialmente uguali in termini di eventi, morbilità e mortalità. Lo stato volemico sottostante dei pazienti in scompenso cardiaco è di difficile valutazione, e con il tempo spesso limitato, gli interventi intrapresi possono migliorarne o peggiorarne la condizione. Inoltre, un’ulteriore difficoltà è data dal fatto che i pazienti con insufficienza cardiaca acuta possono presentare sia ipertensione che ipotensione.
 
Questo numero di Emergency Medicine Practice esamina la gestione medica dello scompenso cardiaco acuto, ponendo speciale attenzione alle nuove terapie che potrebbero modificarne la gestione tradizionale. Questo articolo permetterà al medico d’urgenza di riconoscere le presentazioni cliniche dei vari tipi di scompenso cardiaco, comprendere la fisiopatologia sottostante e formulare il piano terapeutico più indicato.

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