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- Riviste / Emergency Medicine Practice -

Emergency Medicine Practice 2017/03

Emergency Medicine Practice 2017/03  

An evidence-based approach to emergency medicine
 
Responsabile scientifico ed. italinana: Bruno Tartaglino 
 
Autore: Charles Walter Bugg, Taku Taira.
 

Dopo la lettura del presente numero, dovreste essere in grado di:
1. Elencare i criteri diagnostici della PID e discutere limiti e insidie associati all’impiego di imaging ed esami.
2. Spiegare le opzioni di trattamento empirico della PID.
3. Descrivere i patogeni emergenti, gli schemi di resistenza agli antibiotici e gli effetti sul trattamento della PID.


ISBN/ISSN digitale: 1592-3533
Categoria: Riviste / Emergency Medicine Practice
Autore: AAVV
Anno di pubblicazione: 2017
Pagine: 28
Formato: pdf


digitale - codice: EMP2017_0317 - 9,90 €    


Descrizione:
Malattia infiammatoria pelvica (PID): diagnosi e trattamento nel DEA
 
La malattia infiammatoria pelvica (pelvic inflammatory disease, PID) è una patologia comune associata a complicazioni significative quali infertilità, dolore pelvico cronico, rottura di ascesso tubo-ovarico e gravidanza extrauterina. La diagnosi può avvenire in ritardo quando la presentazione ha segni e sintomi non specifici. Anche quando identificata correttamente, viene spesso trattata in modo meno che ottimale. La presente review fornisce le raccomandazioni evidence-based per la diagnosi, il trattamento, le disposizioni ed il follow-up delle pazienti affette da PID. È fondamentale organizzare il follow-up entro 48-72 ore ed istruire chiaramente la paziente per assicurare un buon esito. Vengono qui rivisti gli aspetti emergenti, compresi i nuovi patogeni e le resistenze in evoluzione tra i patogeni della PID.
 
Presentazione dei casi
All’inizio del turno in PS, l’ultima consegna che ti viene passata riguarda una 30enne con dolore all’addome inferiore il cui referto ecografico è atteso per definire se si tratti di torsione o ciste ovarica. Dài i tuoi diligenti cenni di assenso, poi parti per vedere gli altri pazienti. Dopo la prima ora di lavoro, ti passano il risultato dell’ecografia con il commento del radiologo: “Non eziologia radiologica del dolore addominale della paziente”. Riesamini la cartella e confermi che non c’è timore di eziologia non ginecologica sottostante questo dolore. Il collega del turno precedente ha annotato una lieve dolorabilità annessale sinistra. Dagli esami di laboratorio emerge nelle urine una esterasi leucocitaria debolmente positiva e nitriti negativi, ed uno striscio vaginale negativo per “clue cells”, lieviti o Trichomonas vaginalis. Ripassi l’anamnesi già documentata insieme alla paziente, la quale in aggiunta nega sintomi urinari o dolore al fianco. All’esame fisico noti soltanto la lieve dolorabilità all’addome inferiore sinistro.
Quando la paziente ti chiede “perché sento dolore? Non posso andare a casa?” tu ti domandi se c’è qualcos’altro
da fare.

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