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Articolo del 03/04/2015

Categoria: Professione & Clinical Governance

L'importanza della consulenza tecnica d'ufficio (CTU) nell'accertamento delle responsabilitą professionale del medico


a cura di


Pubblicato il 03/04/2015 da Sergio Fucci

Una paziente si sottopone ad un intervento di correzione della miopia con tecnica “Lasik” e assume di avere patito una infezione da pseudomonas in seguito all’intervento.
Cita, quindi, in giudizio l’oculista chiedendo la sua condanna al risarcimento dei danni patiti in seguito al suo negligente comportamento.
Il Tribunale respinge la domanda della paziente ritenendo non provata la colpa del medico, mentre la Corte d’Appello ritiene non provato solo il nesso di causalità tra intervento e infezione.



La paziente ricorre, quindi, in cassazione e la Suprema Corte, terza sezione civile, con la recente sentenza n. 4937/15, depositata il 12/03/2015, annulla la sentenza impugnata per difetto di motivazione, rinviando la causa a una diversa sezione della Corte d’Appello per un più approfondito esame della questione del nesso causale.
Nel caso di specie, infatti, il consulente tecnico d’ufficio aveva risposto ai quesiti posti ritenendo sussistente il nesso di causalità tra l’operato del medico e il danno lamentato dal paziente, ma la Corte d’Appello aveva giudicato “apodittico” il giudizio espresso dal CTU e, quindi, aveva ritenuto non credibile la relazione del consulente, con conseguente mancanza di prova del nesso di causalità in discussione.

La Corte di Cassazione ha giudicato illogico il ragionamento espresso dai giudici di secondo grado perché, una volta ritenute non motivate le conclusioni del CTU, non avrebbero potuto solo per questo motivo disattenderle ritenendole erronee, ma avrebbero dovuto spiegare perché le condividevano o non le condividevano ovvero, in alternativa, avrebbero dovuto disporre il rinnovo della CTU.
In sostanza il giudice d’appello avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di indicare le ragioni per le quali la CTU doveva ritenersi erronea sul piano scientifico laddove aveva ritenuto sussistente il nesso di causalità.

Un giudizio tecnico immotivato non per questo è anche un giudizio tecnico errato sul piano scientifico e. comunque, esiste sempre la possibilità di convocare il CTU per avere chiarimenti ovvero di demandare ad altro specialista l’accertamento del nesso di causalità.


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