Carrello C.G. Edizioni Medico Scientifiche          Facebook C.G. Edizioni Medico Scientifiche    Google + C.G. Edizioni Medico Scientifiche    Linkedin C.G. Edizioni Medico Scientifiche    Newsletter C.G. Edizioni Medico Scientifiche
C.G. EDIZIONI MEDICO SCIENTIFICHE    /    +39 011 37.57.38    /    cgems.clienti@cgems.it    /    accedi all'area
- News -
Cerca nelle News






Newsletter

Iscriviti alle nostre newsletter di aggiornamento scientifico

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione


Privacy Policy

‹‹ Le nostre News




Articolo del 03/03/2015

Categoria: Professione & Clinical Governance

Colpa professionale e Linee guida


a cura di


Pubblicato il 03/03/2015 da Sergio Fucci

La verifica della condotta del medico ai fini dell’accertamento della colpa non può essere limitata esclusivamente al parametro della pedissequa osservanza delle Linee Guida (L.G.) che non forniscono indicazioni di valore assoluto. La verifica del rispetto delle L.G. deve sempre essere affiancata ad una analisi della correttezza delle scelte terapeutiche alla luce della concreta situazione in cui il sanitario si è trovato ad intervenire.



Questi principi devono essere ribaditi anche dopo l’entrata in vigore dell’art. 3 della legge n. 89/2012 in base al quale il rispetto delle L.G. esonera da responsabilità il medico che, solo per lieve imperizia, non abbia tenuto conto delle specificità che caratterizzavano il quadro patologico del paziente e che avrebbero dovuto indirizzare verso un percorso terapeutico diverso.

Questi principi sono stati affermati dalla Corte di Cassazione, quarta sezione penale, con la recente sentenza n. 2168/2015, depositata il 16/01/15, con la quale ha confermato la responsabilità penale di un anestesista, imputato di omicidio colposo in danno di un neonato di due mesi, che nonostante pregresse difficoltà di intubazione, da reputare note al sanitario, non aveva utilizzato specifici accorgimenti in fase di estubazione del bimbo, così cagionandone la morte per una grave e protratta forma di ipossia.

La Corte di Cassazione, nel rigettare le deduzioni del medico che aveva sostenuto di avere seguito le L.G. della SIIARTI in materia, ha osservato che giustamente i giudici di merito avevano sottolineato che nel caso di specie doveva essere richiesto l’intervento del neonatologo in quanto il precedente duplice tentativo di intubazione, operato da altro sanitario, costituiva un segno evidente di un difficile controllo delle vie aeree e di una conseguente sollecitazione traumatica degli organi della respirazione.
La Suprema Corte, dopo avere ribadito che il medico che subentra ad altro collega è tenuto a informarsi di quanto accaduto in precedenza, ha rilevato che nel caso di specie la condotta dell’anestesista in relazione alla mancata tempestiva richiesta dell’intervento nel neonatologo, era connotata da imprudenza e, quindi, non poteva essere fatta rientrare nell’esenzione di responsabilità di cui alla citata legge n. 89/2012, che è connessa all’ambito di operatività delle L.G..



CGEMS consiglia ...


Copyright © 2017, C.G. Edizioni Medico Scientifiche S.r.l. con socio unico  -  Tutti i diritti Riservati  -  P.iva 02571140017
Privacy e Condizioni   -  Via Brissogne, 11 - 10142 Torino  -  E-mail: cgems.clienti@cgems.it  -  Admin
Created by GIGA Studio