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Articolo del 16/01/2015

Categoria: Professione & Clinical Governance

Trasferimento di un medico ospedaliero per incompatibilitą ambientale


a cura di


Pubblicato il 16/01/2015 da Sergio Fucci

Un medico, dopo avere svolto per un lungo periodo di tempo funzioni di aiuto e poi di primario presso una divisione ospedaliera di radioterapia, viene trasferito per incompatibilità ambientale presso un centro di prevenzione oncologica della stessa struttura.

Il sanitario impugna il trasferimento ritenendolo illegittimo e chiede anche il risarcimento dei danni patiti per il demansionamento subito.
La sua domanda viene respinta sia in primo che in secondo grado in quanto viene ritenuto che il trasferimento è stato giustamente deliberato dal datore di lavoro per una accertata situazione di incompatibilità ambientale determinata dall’innegabile conflitto del medico, assolutamente incapace di lavoro in équipe, con gli altri sanitari della divisione di radioterapia, con conseguente influsso negativo sull’efficienza organizzativa del reparto.



Il giudice d’appello, inoltre, rileva che non sussiste il denunciato ingiusto demansionamento sia per la prevalenza delle esigenze organizzative – che rendevano impossibile il reinserimento del lavoratore nel reparto di provenienza - su quelle del dipendente sia perché il medico, che non aveva espresso alcuna diversa preferenza, era stato adibito ad un ambulatorio con mansioni analoghe alle precedenti e qualificanti sul piano professionale.
Il sanitario ricorre in cassazione ribadendo la sua tesi circa l’illegittimità del trasferimento subito e la richiesta dei danni.

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la recente sentenza n. 25910/14, depositata il 09/12/14, ha respinto il ricorso dell’imputato ritenendo nella sostanza corretta la motivazione della sentenza impugnata.
La Suprema Corte, in particolare, ha affermato che il medico non aveva fornito nel corso del processo elementi idonei a provare la dequalificazione lamentata e ha giudicato giusto il trasferimento in quanto le personali esigenze del lavoratore non possono incidere negativamente su una efficiente organizzazione del reparto pregiudicata dall’accertata incompatibilità ambientale del sanitario.

La sua incapacità costitutiva di lavorare in équipe – elemento essenziale in un reparto ospedaliero – rendeva, infatti, impossibile la sua permanenza nella divisione di radioterapia, con conseguente giusto trasferimento in un ambulatorio per l’esercizio di mansioni non identiche, ma assimilabili alle precedenti.







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