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Articolo del 16/01/2015

Categoria: Professione & Clinical Governance

Espletamento di attivitą occasionale non autorizzata da parte di un dipendente ospedaliero e conseguente danno erariale


a cura di


Pubblicato il 16/01/2015 da Sergio Fucci

Su segnalazione del Direttore Generale di una azienda ospedaliera della Lombardia, la Procura regionale della Corte dei Conti cita in giudizio un ortottista segnalando lo svolgimento da parte di questo sanitario di attività lavorativa occasionale in favore di soggetti terzi (persone fisiche e centri medici), senza avere ottenuto la prescritta autorizzazione.
La Procura, dopo avere svolto alcune indagini, cita in giudizio l’ortottista chiedendo la condanna del predetto sanitario al versamento all’azienda ospedaliera della somma di euro 56.856,00, pari all’importo complessivo percepito per gli incarichi extralavorativi svolti dal 2001 al 2011 in contrasto con il disposto di cui all’art. 53 D. Lgs n. 165/2011.



La Corte dei Conti della Lombardia, sezione giurisdizionale, con la recente sentenza n. 216/14, depositata il 25/11/14, ha accolto in parte la domanda e, ritenuto sussistente la colpa grave, parzialmente prescritto il diritto azionato ed esercitato il suo potere riduttivo, ha condannato l’ortottista al pagamento della somma di 11.400,00 euro in favore dell’ospedale alle cui dipendenze aveva lavorato mentre svolgeva l’attività non autorizzata.
La normativa applicata dalla Corte dei Conti prevede, infatti, che il compenso percepito per le prestazioni eventualmente svolte dal dipendente in assenza della prescritta autorizzazione dell’ente deve essere versato, a cura del soggetto erogante o, in difetto, del percettore, nel conto dell'amministrazione di appartenenza del dipendente per essere destinato ad incremento del fondo di produttività o di fondi equivalenti.

Due sono le questioni che meritano di essere sottolineate nel caso di specie.
La prima attiene alla prescrizione quinquennale di parte della domanda avanzata dalla Procura che la Corte dei Conti ha ritenuto sussistente per il periodo sino al gennaio 2007, con conseguente riduzione dell’importo da restituire, in quanto è risultato accertato che l’oculista superiore gerarchico della dipendente era a conoscenza dell’attività extra ospedaliera svolta dall’ortottista senza autorizzazione e, quindi, l’azienda avrebbe dovuto attivarsi con maggiore tempestività.

La seconda riguarda il fatto che l’organo giudicante ha esercitato il suo potere di ridurre, in via equitativa, l’importo dovuto dalla dipendente dato che il sanitario presentava un ineccepibile curriculum professionale, non aveva una qualifica apicale e il suo comportamento illecito era stato tollerato dai suoi superiori.
Deve, infine, essere evidenziato che il sanitario in questione è stato anche sottoposto ad un procedimento disciplinare da parte dell’ospedale, conclusosi con l’irrogazione di una censura.


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