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Articolo del 27/04/2015

Categoria: Decidere in Medicina

Ridurre la frequenza cardiaca nella fibrillazione atriale: non sempre una buona idea!


a cura di


Pubblicato il 27/04/2015 da Gemma C. Morabito

La prossima pubblicazione di questo studio sulla rivista Annals of Emergency Medicine merita certamente la mia e vostra attenzione. I risultati, infatti, sono sorprendenti e ci invitano alla riflessione. Vediamo perché. Molti studi pubblicati in passato hanno analizzato la gestione e gli outcome di pazienti venuti in Pronto Soccorso con fibrillazione atriale o Flutter. Queste ricerche, però, escludono sempre i pazienti con patologie mediche sottostanti che, diciamolo pure, sono quelli che più spesso osserviamo nella realtà clinica. Di conseguenza, poco si sa di quale sia in questi soggetti il miglior atteggiamento da tenere.



Lo Studio retrospettivo ha esaminato, in 416 pazienti, l'incidenza di eventi avversi in soggetti nei quali si mettevano in atto interventi di controllo della frequenza cardiaca o ripristino del ritmo sinusale, in confronto ai soggetti nei quali non si faceva nulla. L'outcome primario era la sicurezza del controllo della frequenza o del ritmo, che veniva misurato in termini di comparsa o meno di eventi avversi. L'outcome secondario era il successo di tali interventi terapeutici, definito come riduzione della frequenza di 20 bpm e controllo efficace del ritmo, entrambe nell'arco di 4 ore dalla somministrazione. I risultati, pubblicati per ora on line, sembrano mostrare che una gestione "attiva" produceva più effetti avversi. L'analisi escludeva, ovviamente, che questo fosse correlato al fatto che gli interventi fossero stati messi in atto perché i pazienti erano "più malati".

L'entità di maggiore incidenza di effetti avversi è considerevole: almeno 6 volte più alta!
Come concludere? Con il mantra che oramai stiamo imparando negli ultimi anni: Less is More!
Questi dati suggeriscono che nei pazienti con Fibrillazione o Flutter atriale la gestione iniziale dovrebbe focalizzarsi principalmente sulle manovre di supporto e rianimazione e di gestione della condizione patologica acuta, piuttosto che sui tentativi di controllo della frequenza cardiaca o del ritmo. Magari … pensiamo a quale intervento per controllare la frequenza cardiaca … del medico.



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