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Articolo del 27/01/2017

Categoria: Giurisprudenza sanitaria

Abbandono di soggetto incapace


a cura di Sergio Fucci


Soggetti interessati: Medici
 
Una paziente ricoverata volontariamente presso il reparto psichiatrico di un ospedale in quanto affetta da un disturbo borderline di personalità e da etilismo cronico, il giorno prima della data prevista per le dimissioni tenta un fuga dal reparto calandosi con delle lenzuola da una finestra, cade e muore.


Al medico psichiatra di servizio viene contestato di avere omesso le doverose cautele atte a prevenire atti di autolesionismo e di non avere attivato adeguati strumenti di tutela e controllo della paziente e, quindi, in sostanza l’abbandono del soggetto incapace.
Il GUP assolve il sanitario dal grave delitto contestato (art. 591 codice penale) perché un dovere di custodia a suo carico è ipotizzabile solo se vi sono elementi che dimostrino un concreto pericolo di gesti autolesionistici, mentre nel caso di specie la paziente è deceduta tentando una fuga con modalità spericolate pur essendosi volontariamente ricoverata nella struttura e, quindi, non essendo sottoposta ad alcuna misura coercitiva.
La condotta della paziente, quindi, era imprevedibile e non prevenibile.
Il PM ricorre in cassazione sostenendo, invece, che lo psichiatra, in base alla posizione di garanzia ricoperta, avrebbe dovuto tutelare la paziente che era in condizioni mentali totalmente deficitarie e che in passato aveva manifestato la possibilità di mettere in atto tentativi di fuga.
La Corte di Cassazione, quinta sezione penale, con la recente sentenza n. 50681/16, depositata il 29/11/2016, ha respinto il ricorso della pubblica accusa sottolineando che il diario clinico della paziente non conteneva alcuna indicazione di propositi di suicidio manifestati dall’interessata.
In ogni caso l’elemento soggettivo del delitto contestato presuppone il dolo generico che consiste nella coscienza di abbandonare un soggetto incapace di provvedere alle proprie esigenze in presenza di una situazione di pericolo per la sua incolumità di cui si ha l’esatta percezione, mentre nel caso di specie una eventuale responsabilità dello psichiatra potrebbe essere costruita solo in termini di colpa nel valutare le condizioni della paziente e la rispondenza alle sue necessità di cura dell’ambiente in cui era ricoverata.


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