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Articolo del 23/10/2016

Categoria: Giurisprudenza sanitaria

Decesso di una donna gravida per complicanze da varicella


a cura di a cura di Sergio Fucci


Soggetti interessati: Medici
 
Una donna, gravida oltre la venticinquesima settimana, giunge in ospedale in stato di arresto cardiorespiratorio, con conseguente perdita del feto, per le complicanze di una varicella e in particolare per una estesa polmonite necrotico emorragica con conseguente insufficienza respiratoria, come accertato dall’autopsia.


Vengono tratti a giudizio lo specialista in ginecologia di fiducia e il medico di base della vittima, sanitari ai quali viene contestato di avere sottovalutato l’incidenza dell’infezione sullo stato di salute della donna, prescritto solo un antivirale in dosi non adeguate e di non avere provveduto a consigliare un tempestivo ricovero ospedaliero ove la paziente si sarebbe salvata se curata correttamente.
I due sanitari vengono condannati sia in primo che in secondo grado per omicidio colposo e, quindi, ricorrono in cassazione.
La Corte di Cassazione, quarta sezione penale, con la recente sentenza n. 40703/16, depositata il 29/09/2016, ha respinto il ricorso dei medici ritenendo sussistente sia un comportamento colposo dei sanitari sia il nesso di causalità tra le cure inadeguate prestate e il decesso della paziente.
I giudici di legittimità, in particolare, hanno affermato che il ginecologo, avendo saputo che la donna era affetta da varicella - infezione che costituisce notoriamente una condizione di grave rischio - non avrebbe dovuto sottovalutare la situazione, ma visitare la donna e indirizzarla ad un presidio ospedaliero per gli interventi intensivi e plurispecialistici del caso.
I giudici, inoltre, hanno sottolineato che non meno grave era stata la condotta colposa del MMG che, conoscendo lo stato gravidico e le complesse condizioni polmonari della paziente, avrebbe avuto il dovere di visitarla e di suggerire l’urgente ricovero ospedaliero ove con un intervento intensivistico si sarebbe evitato con elevatissimo grado di certezza il decesso, come emerso dalle relazioni degli specialisti esaminati nel giudizio di merito.


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