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Articolo del 23/10/2016

Categoria: Giurisprudenza sanitaria

Istigazione ad attestare falsamente di avere eseguito una visita medica


a cura di a cura di Sergio Fucci


Soggetti interessati: Medici
 
Commette il delitto di concorso in falso ideologico il medico, dipendente di una Asl, che istiga un collega dell’ufficio di medicina legale di un distretto ad attestare di avere eseguito in modo positivo la visita per l’idoneità al rinnovo della patente di sua suocera visita in effetti non avvenuta.
 


Questo principio è stato affermato dalla Corte di Cassazione, quinta sezione penale, con la recente sentenza n. 41424/16, depositata il 03/10/2016, che ha confermato la sentenza di condanna emessa a carico del sanitario dai giudici di appello per questo delitto.
La Suprema Corte, nel rigettare il ricorso del medico, ha affermato che giustamente i giudici di merito avevano ritenuto provato il delitto in oggetto alla luce di una conversazione telefonica intercettata dalla quale si evinceva che il sanitario si era recato da solo dal collega dell’ufficio di medicina legale fornendogli anche indicazioni sulle prescrizioni da inserire nel certificato in ordine all’obbligo dell’uso degli occhiali.
La Cassazione ha anche respinto la tesi difensiva dell’imputato - secondo la quale si trattava di un falso innocuo perché la patente di guida da rinnovare non era ancora scaduta - in quanto l’atto incriminato attestava comunque falsamente l’esecuzione di una visita mai avvenuta, come dimostrato anche dall’analisi delle videoregistrazioni delle immagini degli utenti che in quel giorno si erano recati nella struttura sanitaria
La  sentenza in commento ha confermato altresì la decisione dei giudici di merito che avevano ritenuto il medico in questione responsabile per altri episodi anche del delitto di truffa continuata per avere fatto figurare falsamente la propria presenza al lavoro mediante timbratura del cartellino marcatempo effettuata da altri dipendenti e mendaci autocertificazioni al riguardo.


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