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Articolo del 18/05/2016

Categoria: Professione & Clinical Governance

Violazione della legge sulla privacy


a cura di


Pubblicato il 18/05/2016 da Sergio Fucci

Una casa di cura viene sanzionata in via amministrativa dal Garante sulla Privacy per non avere effettuato la notificazione a questa Autorità del trattamento, dalla stessa effettuato, dei dati personali relativi alla diagnosi e cura di patologie medico-chirurgiche concernenti la rilevazione di malattie infettive, diffusive e sieropositività. La struttura si oppone alla sanzione pecuniaria ricevuta, ma il Tribunale rigetta la sua opposizione ritenendo applicabile alla fattispecie l’art. 37, comma 1, lett. b) del TU sulla privacy (D. Lgs. n. 196/2003) in quanto la casa di cura nell’ambito della sua attività di diagnosi e cura tratta, avvalendosi di banche dati sia cartacee che elettroniche, dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale degli utenti acquisiti attraverso le normali indagini su campioni ematici, tra cui quelli concernenti la rilevazione di malattie infettive e diffusive e sieropositività.



La struttura ricorre in cassazione ma la Corte di Cassazione, seconda sezione civile, con la recente sentenza n. 8105/16, depositata il 21/04/2016, ha ritenuto infondato il ricorso, confermando così la sentenza del Tribunale. La Suprema Corte, nel motivare la sua decisione, ha osservato che l’art. 37 sopra citato impone la notifica al Garante dei trattamenti dei “dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, trattati a fini di procreazione assistita, prestazione di servizi sanitari per via telematica relativi a banche di dati o alla fornitura di beni, indagini epidemiologiche, rilevazione di malattie mentali, infettive e diffusive, sieropositività, trapianto di organi e tessuti e monitoraggio delle spesa sanitaria” e che quindi dallo stesso testo della norma si evince la sussistenza dell’obbligo di notificazione violato che riguarda anche il dato da cui emerga che si è “rilevata” una malattia infettiva o diffusiva ovvero una sieropositività. Tale obbligo non grava solo sulle strutture specializzate in una determinata attività, ma concerne tutte le strutture che, come i laboratori di analisi cliniche, rilevino i dati in oggetto nel corso della loro normale attività.





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