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Articolo del 21/04/2016

Categoria: Professione & Clinical Governance

Omissione dei necessari accertamenti diagnostici


a cura di


Pubblicato il 21/04/2016 da Sergio Fucci

Un medico, aiuto primario, incaricato di seguire il decorso post-operatorio di una paziente già operata di colecistectomia per via laparoscopica, viene accusato di omicidio colposo per avere omesso, nonostante il peggioramento delle condizioni dell’assistita, di disporre gli accertamenti diagnostici, anche semplici, che avrebbero consentito di verificare che era in atto una peritonite generalizzata, così ritardando il necessario intervento chirurgico e conseguentemente cagionando il decesso della malata. Il medico viene ritenuto colpevole e condannato in primo grado, mentre in appello viene dichiarato estinto per prescrizione il delitto di cui all’art. 589 c.p., con conferma, peraltro, della condanna al risarcimento dei danni in favore delle parti civili.



La Corte di Cassazione, quarta sezione penale, con la recente sentenza n. 12679/16, depositata il 29/03/2016, ha ritenuto manifestamente infondato il ricorso avanzato dal medico, confermando così la sentenza di secondo grado. La Suprema Corte, nel motivare la sua decisione, ha osservato che le conclusioni del consulente del P.M. sulla colposa condotta del medico nella fase post-operatoria (ritardo nell’affrontare la peritonite insorta pur essendo evidenti i relativi segni clinici di un abbondante versamento libero nell’addome) hanno trovato conferma nella perizia disposta in dibattimento che oltre a sottolineare che il drastico peggioramento delle condizioni della paziente avrebbe dovuto indurre il sanitario ai necessari accertamenti, ha accertato che un reintervento esplorativo avrebbe consentito una corretta diagnosi e scongiurato il decesso con una percentuale del 90%.

La Cassazione, infine, ha ricordato che, in assenza del primario, l’aiuto deve procedere agli interventi ritenuti a suo giudizio necessari, essendo un suo dovere impedire l’evento se, come nella fattispecie, concretamente evitabile. In ogni caso l’aiuto non è tenuto ad un pedissequo e acritico atteggiamento di sudditanza rispetto alle eventuali scelte del medico in posizione apicale.







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