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Articolo del 23/02/2016

Categoria: Professione & Clinical Governance

Caduta mortale di paziente in reparto geriatrico


a cura di Sergio Fucci


Pubblicato il 23/02/2016 da Sergio Fucci

Un medico ospedaliero viene condannato in primo e secondo grado alla pena (sospesa) di sei mesi di reclusione per il reato di omicidio colposo (previsto e punito dall’art. 589 c.p.) per avere cagionato il decesso di un paziente degente nel reparto di geriatria dove il predetto sanitario prestava la sua opera.

Nel caso di specie è accaduto che il paziente, di 78 anni e ben noto all’imputato che era il suo medico curante di riferimento e conosceva le sue problematiche (persistenti dolori agli arti inferiori e tendenza ad allontanarsi dal letto senza assistenza, con conseguenti cadute) emerse in un precedente ricovero presso il reparto, nel corso di un successivo ricovero è caduto per l’omessa predisposizione di procedure atte ad evitare nuovi simili episodi, riportando un grave trauma cranico con frattura occipitale, con correlato ematoma sotto durale acuto, rivelatosi mortale anche per omissioni diagnostiche (riferibili secondo l’accusa ad un altro sanitario) che hanno ritardato il necessario intervento chirurgico pur correttamente espletato.



L’imputato in questione ricorre in cassazione, sostenendo tra l’altro l’inesistenza di profili di colpa a suo carico e la mancanza del nesso di causalità tra il suo operato e la morte del paziente, ma la Corte di Cassazione, quarta sezione penale, con la recente sentenza n. 3782/16, depositata il 29/01/2016 respinge il ricorso, con conseguente conferma della decisione d’appello impugnata.

La Suprema Corte rileva, in particolare, che giustamente i giudici di merito hanno sottolineato che la condotta colposa tenuta dall’imputato, consistita nella sottovalutazione della situazione del paziente noto per i suoi fattori di rischio di caduta e nella conseguente omissione delle necessarie misure preventive suggerite dal protocollo in uso nell’ospedale, aveva provocato la caduta dell’interessato, intervenuta pur essendo prevedibile e evitabile, e poi la sua morte derivata come esito finale di una serie di effetti a catena da essa dipesi.






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