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Articolo del 06/09/2022

Categoria: Giurisprudenza

Anestesista condannato dalla Corte dei Conti


a cura di Sergio Fucci


A un anestesista viene contestato in sede penale il reato di cui all’art. 328 c.p. e il reato di cui all’art. 589 c.p. perché nel corso di un intervento eseguito il 17 dicembre 2008 presso il reparto di neurochirurgia di un'azienda ospedaliera per la rimozione di ependinoma del IV ventricolo cerebrale, aveva omesso di redigere la prevista cartella anestesiologica impedendo così di individuare con certezza le cause del deficit dell’ossigenazione cerebrale che aveva determinato un’ischemia cerebrale, in conseguenza della quale il paziente era deceduto in data 8 luglio 2009 presso l’ospedale.


Il processo penale si era concluso in primo grado con sentenza di condanna alla pena di anni 1 mesi 10 di reclusione per il delitto di omicidio colposo cagionato per negligenza e imperizia, omissione della redazione della cartella e di un attento monitoraggio in continuità del paziente durante il corso dell’intervento chirurgico e di proscioglimento conseguente a prescrizione per il reato di cui all’ art. 328 c.p..

Il Tribunale, ritenuta gravemente colposa la condotta del medico, aveva anche condannato l’anestesista, in solido con l’ospedale, al pagamento di una provvisionale di circa 92.000,00 euro e al pagamento delle spese processuali in favore degli eredi costituitisi parte civile.

La sentenza viene riformata in appello in quanto veniva dichiarato prescritto anche il delitto di omicidio colposo, mentre venivano confermate le statuizioni civili.

Su segnalazione del nosocomio, la competente Procura della Corte dei Conti (ritenuta la colpa grave del medico che aveva causato il calo pressorio che aveva determinato l’ischemia fatalmente definitiva e valutata la voluta omessa redazione della cartella anestesiologica) contesta all’anestesista la responsabilità contabile sussistendone i relativi presupposti (il rapporto di servizio, la colpa grave per mancato uso della diligenza, perizia e prudenza professionali esigibili nella fattispecie), chiedendone la condanna al pagamento della somma complessiva di euro 98.444,81, oltre rivalutazione monetaria, interessi e spese di giustizia.

Il medico si oppone alla tesi della Procura e chiede di essere assolto dalla relativa domanda.

La Corte dei Conti della Regione Toscana, sezione giurisdizionale, con la recente sentenza n. 221/2022, depositata il 04.08.22, afferma la responsabilità dell’anestesista essendo sussistenti gli elementi oggettivi e soggettivi della responsabilità amministrativa e, tuttavia, vista la quota di rischio che ritiene possa essere posta a carico dell’azienda ospedaliera per l’attività svolta, condanna il medico al pagamento del ridotto importo di euro 80.000,00 comprensivo della rivalutazione monetaria, oltre agli interessi legali dal deposito della sentenza al soddisfo.

Per quello che interessa in questa sede, la Corte ritiene che il nesso di causalità sia stato debitamente accertato in sede penale e che sussiste la colpa grave dell’anestesista che ha tenuto nel caso di specie un comportamento che si è discostato in modo rilevante dalle regole prescritte per l’esercizio della sua professione.







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