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Articolo del 11/03/2022

Categoria: Giurisprudenza sanitaria

Sanzione disciplinare per allontanamento dal reparto in una situazione critica


a cura di Sergio Fucci


Ad un ginecologo ospedaliero viene irrogata dall’azienda sanitaria la sanzione disciplinare della sospensione per trenta giorni dall’attività per essersi allontanato dal servizio alle ore 19,02 (circa un’ora prima della fine del turno pomeridiano) e nonostante fosse in atto una situazione critica di una paziente, culminata poi nella perdita del feto.


Il Tribunale respinge l’impugnazione del medico avverso il predetto provvedimento disciplinare con sentenza poi confermata in appello.
La Corte d’Appello, dopo avere precisato di non volere indagare sul nesso causale tra il contestato comportamento e quanto accaduto alla paziente e al feto, osserva che anche nella vigenza di un regime orario flessibile, in presenza di una situazione che richiedeva particolare cura e diligenza, il medico aveva il dovere di fermarsi in ospedale e non allontanarsi senza accertare che il collega destinato alla guardia notturna (già presente in reparto, ma impegnato in altro intervento) avesse ricevuto il tracciato cardiotocografico delle ore 18,55 da cui emergeva una situazione tale da necessitare specifica attenzione.
Il medico ricorre in cassazione e la Suprema Corte con la recente sentenza n. 6193/2022 (depositata il giorno 24/02/2022) della sezione lavoro, respinge il ricorso, confermando la sentenza impugnata.
La Cassazione, in particolare, osserva che nella fattispecie non ha un effetto tale da precludere l’irrogazione della sanzione ex art. 653 c.p.p. la sentenza penale di assoluzione con ampia formula del medico a cui era stato contestato l’abbandono del servizio e l’omicidio colposo in quanto la forza del giudicato penale riguarda solo i fatti penalmente rilevanti e su cui in quella sede si è deciso ai fini della responsabilità penale, mentre in sede disciplinare sono state contestate le modalità con le quali era stato lasciato il posto di lavoro ad un certo orario, in violazione dei criteri di massima diligenza ai quali il medico non si era attenuto pur essendo venuto a conoscenza del tracciato sopra menzionato.
In sostanza la flessibilità oraria non è incondizionata, ma deve essere calibrata sulle esistenti esigenze del servizio in modo da mantenere il necessario livello di assistenza, nel caso di specie assicurando il flusso corretto e preciso di informazioni tra i due medici del reparto.






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