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Articolo del 18/10/2021

Categoria: Giurisprudenza sanitaria

Prescrizione del diritto al risarcimento del danno erariale


a cura di Sergio Fucci


Il 23/10/2010, in seguito ad un sinistro stradale, un uomo viene trasportato al pronto soccorso di un ospedale ove viene riscontrato una frattura pluriframmentaria del terzo prossimale del femore sinistro, quella del malleolo peroneale sinistro, un trauma cranico minore e un trauma al ginocchio sinistro.


L’infortunato viene quindi sottoposto in data 26/10/2010 ad intervento chirurgico, a cielo aperto, di osteosintesi della frattura del femore e poi della frattura del malleolo; alle 06,50 del giorno successivo il paziente subisce un arresto cardiocircolatorio fronteggiato con manovre rianimatorie, ma alle ore 7,30 decede.
Viene iniziato un procedimento penale a carico dell’anestesista che aveva partecipato alla fase intraoperatorie e ai successivi concomitanti controlli che si conclude in primo grado con la sentenza 19/07/2013 di condanna del predetto alla pena di sei mesi di reclusione e al risarcimento dei danni in favore degli eredi.
A seguito di questa sentenza l’ASL gli inizi del 2015 conviene di transare il danno con gli eredi con conseguente complessivo esborso di circa euro 650.434,00 effettuato in più momenti, alcuni antecedenti alla transazione, e poi segnala l’accaduto alla Corte dei Conti.
La competente Procura Regionale della Corte dei Conti, esaminati gli atti e acquista la necessaria documentazione, decide di agire nei confronti non solo dell’anestesista sopra menzionato, ma anche di altri quattro medici che a vario titolo avevano partecipato all’intervento chirurgico e alla successiva assistenza in fase di ricovero, chiedendo il risarcimento della complessiva somma di circa euro 574.617,00 pari all’esborso rimasto a carico dell’ASL detratta la quota di competenza di una delle due assicurazioni coinvolte nel sinistro (l’altra assicurazione, finita in liquidazione coatta ammnistrativa, nulla paga).
Tutti i medici contestano la loro responsabilità deducendo, per quello che interessa in questa sede, anche la prescrizione dell’azione risarcitoria esercitata nei loro confronti.
La Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Regione Piemonte, con la recente sentenza n. 236/21 depositata il 09/09/21, dichiara la prescrizione del diritto al risarcimento del danno nei confronti di tutti i medici convenuti, ad eccezione del sopra menzionato anestesista nei cui confronti dichiara solo parzialmente prescritto questo diritto e, per la restante parte (quella rimasta a carico dell’ASL in conseguenza della liquidazione coatta della seconda assicurazione), emette sentenza di assoluzione.
La Corte, in particolare, osserva che la prescrizione inizia a decorrere dalla data di ogni singolo pagamento se nel termine di cinque anni non risulta interrotto il relativo decorso in seguito alla notifica di un atto di sostanziale messa in mora e che nel caso di specie l’unico atto valido a tal fine è stato notificato all’anestesista in questione il 19/03/20, con conseguente prescrizione totale del diritto al risarcimento verso gli altri sanitari e parziale nei suoi confronti per pagamenti effettuati sino al 18/03/15.
La Corte, infine, osserva che la posta di danno residua di circa 75.817,00 - che sfugge alla prescrizione perché corrisposta con mandati del 24/03/2015 – non costituisce un danno cagionato da una condotta imputabile al suddetto l’anestesista perché nel caso di specie vi è stata una nuova autonoma causa di per sé idonea a produrre l’evento (la liquidazione coatta della compagnia di assicurazione) che ha interrotto il legame con l’originaria causa medica del sinistro.






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