Carrello C.G. Edizioni Medico Scientifiche          Facebook C.G. Edizioni Medico Scientifiche    Google + C.G. Edizioni Medico Scientifiche    Linkedin C.G. Edizioni Medico Scientifiche    Newsletter C.G. Edizioni Medico Scientifiche
C.G. EDIZIONI MEDICO SCIENTIFICHE    /    +39 011 37.57.38    /    cgems.clienti@cgems.it    /    accedi all'area
- News -
Cerca nelle News






Newsletter

Iscriviti alle nostre newsletter di aggiornamento scientifico

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione


Privacy Policy

‹‹ Le nostre News




Articolo del 26/04/2021

Categoria: Giurisprudenza sanitaria

Responsabilitą di un cardiologo per omessa visita di un paziente sollecitata da un infermiere


a cura di Sergio Fucci


Un cardiologo di turno in ospedale viene più volte invitato da un infermiere a visitare un paziente di anni 87 anni, con storia clinica estremamente travagliata che si trova in gravi condizioni, tali da imporne un controllo continuo e da condurlo poi alla morte.
Il cardiologo si rifiuta di eseguire la visita e quindi viene esercitata nei suoi confronti l’azione penale per il delitto di rifiuto di un atto d’ufficio previsto e punito dall’art. 328 del c.p..


Il medico viene ritenuto colpevole del reato ascritto e condannato in primo grado alla pena ritenuta di giustizia e al risarcimento dei danni conseguenti alla sua condotta delittuosa, con sentenza confermata in appello.
Il sanitario ricorre in cassazione deducendo di avere agito con ragionevolezza, nel rispetto dei protocolli sanitari e della discrezionalità tecnica consentitagli e che, quindi, il delitto di cui all’art. 328 c.p. non sussiste.
La Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 12806/2021, emessa dalla sesta sezione penale, depositata il 02/04/2021, annulla senza rinvio la decisione impugnata in quanto il delitto ascrittogli si è estinto per prescrizione, ma conferma le statuizioni civili inerenti il risarcimento dei danni perché ritiene sussistenti gli estremi del reato di cui all’art. 328 c.p..
La Suprema Corte, in particolare, afferma che in linea generale non vi sono dubbi che il medico ha un margine di discrezionalità tecnica nell’apprezzare l’indifferibile necessità di un suo intervento, discrezionalità delimitata dalle regole della scienza medica e dall’eventuale presenza di discipline specifiche e consentita nei limiti della ragionevolezza.
Aggiunge, peraltro, la Corte di Cassazione che quando, come nel caso di specie, a richiedere l'intervento del medico sono figure professionali tecnicamente qualificate, quali sono gli infermieri, la giurisprudenza di legittimità è costante nel ritenere, senza mezzi termini, che sul sanitario gravi un preciso obbligo di procedere immediatamente a visitare il paziente, con conseguente sussistenza del delitto di rifiuto di atti d'ufficio, qualora questo non accada.
Nella fattispecie, d’altra parte, tenuto conto delle gravi e precarie condizioni del paziente sussisteva una obiettiva condizione di urgenza e quindi la visita richiesta più volte dall’infermiere costituiva un atto dovuto che, invece, il cardiologo ha deliberatamente ritenuto di non compiere.


CGEMS consiglia ...


Copyright © 2017, C.G. Edizioni Medico Scientifiche S.r.l. con socio unico  -  Tutti i diritti Riservati  -  P.iva 02571140017
Privacy e Condizioni   -  Via Brissogne, 11 - 10142 Torino  -  E-mail: cgems.clienti@cgems.it  -  Admin
Created by GIGA Studio