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Articolo del 20/02/2019

Categoria: Giurisprudenza sanitaria

Questioni inerenti il consenso informato relativo ad un intervento di asportazione totale della laringe affetta da un cancro


a cura di Sergio Fucci


Costituisce principio consolidato quello secondo cui la mancanza di consenso può assumere rilievo a fini risarcitori quando siano configurabili conseguenze pregiudizievoli derivate dalla violazione del diritto fondamentale all’autodeterminazione, a prescindere dalla lesione incolpevole del diritto alla salute, sempre che la relativa domanda risarcitoria sia stata specificamente proposta.

 



Il paziente, infatti, vanta la legittima pretesa di conoscere con la necessaria e ragionevole precisione le conseguenze di un intervento medico onde prepararsi ad affrontarle con maggiore e migliore comprensione.

Se, invece, il paziente chiede solo il ristoro dei danni alla salute asseritamente subiti in seguito ad un intervento non preceduto da un valido consenso in quanto fornito dopo avere ricevuto un'inadeguata informazione, compete al predetto soggetto fornire, anche in via presuntiva, la prova che non si sarebbe sottoposto all’operazione se fosse stato debitamente informato.

Questi principi sono stati affermati dalla Corte di Cassazione, terza sezione civile, con la recente sentenza n. 31234/2018, depositata il giorno 04/12/2018, con la quale è stata cassata la sentenza d’appello che li aveva disattesi e, decidendo nel merito, è stata respinta la domanda di risarcimento danni alla salute, proposta da un paziente che affetto da cancro alla laringe, era stato sottoposto a varie cure e ad un intervento di laringectomia totale, quest’ultimo in tesi eseguito senza che fosse stato previamente informato della natura dell’operazione.

La Suprema Corte ha infatti sottolineato che il paziente non aveva adempiuto all’onere di provare che se fosse stato correttamente informato non si sarebbe sottoposto all’intervento, peraltro, necessario e eseguito secondo le leggi dell’arte medica.



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