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Articolo del 28/02/2018

Categoria: Giurisprudenza sanitaria

La natura e il contenuto dei rapporti tra fisiatri e fisioterapisti


a cura di Sergio Fucci


L’autonomia professionale del fisioterapista si può esercitare solo nell’ambito del profilo professionale e delle competenze professionali proprie del fisioterapista e, comunque, in rapporto con le diagnosi e prescrizioni di stretta competenza medica, cioè all’interno di una preliminare individuazione del problema clinico e del tipo di risposta riabilitativa necessaria, oltre che della verifica dei risultati.



Si deve, infatti, ritenere che la normativa statale in materia riabilitativa (desumibile anche dai parametri dettati dal DM 14/9/1994 n. 741 e dall’art. 2 legge n. 251/2000) attribuisce al medico un ruolo di centralità e di responsabilità nel percorso terapeutico nell’area della riabilitazione e che le funzioni del fisioterapista sono meramente esecutive rispetto a quelle del medico fisiatra al quale spetta la definizione del programma riabilitativo del singolo paziente e la predisposizione dei singoli atti terapeutici di cui resta responsabile, anche se la loro esecuzione è frutto del lavoro di una équipe della quale fa parte anche il fisioterapista.

L’art. 1, comma, DM 14/9/1994 n. 741 deve quindi essere interpretato nel senso di consentire al fisioterapista di prestare la propria attività avendo come riferimento le diagnosi e le prescrizioni del medico, sia autonomamente che in équipe, ma solo in funzione esecutiva delle prescrizioni mediche.

Questi principi sono stati affermati dal Consiglio di Stato, terza sezione, nella recente sentenza n. 5840/2017, depositata il giorno 11/12/2017, con la quale, in riforma della sentenza del TAR per la Sardegna, sezione prima, n. 1511/2009, ha censurato alcuni provvedimenti emanati dalla Regione Sardegna in punto prescrizioni organizzative alle quali devono attenersi gli studi professionali medici e gli studi di fisioterapia per ottenere la prescritta autorizzazione.

La sentenza è rilevante sul piano giuridico perché ribadisce che la diagnosi e la prescrizione di interventi terapeutici in campo riabilitativo sono di competenza e responsabilità medica anche se la loro esecuzione viene realizzata con l’intervento specifico del fisioterapista.



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